Una finestra sul mare: vi raccontiamo gli orizzonti dell’eremo di Montegiove

Una finestra sul mare: vi raccontiamo gli orizzonti dell’eremo di Montegiove

In località Rosciano, svetta sulle colline fanesi, in provincia di Pesaro, l’Eremo di Monte Giove.

Uno scrigno di storia, tradizione e fede immerso nelle verde colline marchigiane, raccolto in un religioso silenzio che isola questo fantastico eremo medioevale dalla confusione cittadina.

Un cuore verde tenuto in questa chiesa originariamente si trovava proprio al centro delle due stradine perpendicolari che definiscono il nucleo della struttura, con la funzione di proteggere e nascondere le celle dei monaci. Dopo qualche decennio questa chiesa fu letteralmente spostata in fondo al viale principale e completamente riedificata nella sua posizione attuale.

L’eremo potrebbe far pensare a qualcosa di chiuso, mentre arrivati nel giardino antistante la Chiesa dell’Eremo lo sguardo si schiuderà all’orizzonte, la linea che divide l’azzurro del cielo da quello del Mare Adriatico su cui si affacciano le stanze dell’eremo, sembra farsi sempre più sottile.

Nella monastica medievale lo studio delle erbe e la loro coltivazione erano attività tradizionali, talora indispensabili per la sussistenza stessa del monastero che, per motivi di scelta religiosa, era isolato dal contesto sociale

La tradizione dei Monaci Camaldolesi ha posto fin dall’origine particolare attenzione alla cura dei malati e alla formulazione di medicamenti; quella stessa cura che continuano ad avere ancora oggi nella produzione di tisane, liquori, creme e altri prodotti naturali preparati seguendo proprio le loro antiche ricette e che potrete preparare, assaggiare e portare a casa

I locali che ospitano la biblioteca di Monte Giove si trovano nell’ala sud dell’ Eremo.
Si tratta di una sala adibita ad emeroteca, una grande sala di consultazione e di studio e, a questa attigua, una sala con arredi lignei ottocenteschi che ospita la parte antica del fondo librario.

Sarà un momento che vi regalerete, fra le magiche atmosfere che vi evocherà questo luogo.

Che ne dite di entrare e visitarla insieme a noi? Non vi aspettate una chiesa austera racchiusa in mura di pietra, il bello della scoperta deve ancora venire! Realizzata nel 1741  dall’architetto Giovan Francesco Bonamici, questa chiesa ad una navata è tipicamente Settecentesca con decorazioni, affreschi  e opere. Tra questi, non possono sfuggire le cappellette decorate da  Tarcisio Generali, monaco camaldolese e pittore, che nel freddo inverno del 1952 decise di iniziare l’impresa. Entrando qui dentro ci colpisce la familiarità e il calore di questa chiesa che è aperta alla comunità per le funzioni religiose e che rappresenta un po’ tutto lo spirito d’accoglienza che troverete in questo ordine monastico.

Un soggiorno in questi luoghi vi permetterà di rigenerarvi e di ritrovare il  gusto del tempo e sarà la prima tappa di un percorso d’esplorazione del vostro se e della vostra anima!